Alessandro Enriquez è uno dei designer più riconoscibili del panorama fashion italiano: palermitano di nascita, cosmopolita per vocazione, porta avanti da anni una ricerca creativa fondata sull’ironia, sul colore e su una sensibilità pop che trasforma ogni collezione in un atto narrativo. Con la capsule realizzata per Kartos, questo linguaggio visivo si sposta dalla passerella alla scrivania, dalla borsa alla tavola apparecchiata. I pattern iconici della collezione Primavera Estate 2026 — fragole rosse su fondo bianco, righe marine, motivi animalier, suggestioni pop vivaci e immediate — migrano su quaderni, taccuini, portfolio, cover book, tovagliette e sottobicchieri, trasformando ogni oggetto di carta in un pezzo riconoscibile, capace di portare con sé un frammento di quel mondo immaginario.
Il progetto nasce da una riflessione condivisa sul valore del gesto scritto. In un’epoca in cui la comunicazione si è fatta sempre più fluida, digitale e immateriale, la carta recupera il suo ruolo originario: luogo dell’affetto, del pensiero che si fa fisico, dell’oggetto che si sceglie, si regala, si conserva. Scrivere su un quaderno, apparecchiare con una tovaglietta, inviare un biglietto sono azioni semplici — quasi anacronistiche — eppure cariche di significato. Attraverso i pattern di Enriquez, questi gesti quotidiani si caricano di ulteriore intensità: il colore diventa linguaggio di cura, il pattern diventa firma personale, e ogni oggetto si trasforma in una piccola dichiarazione di stile.
La collaborazione tra Alessandro Enriquez e Kartos ha trovato la sua espressione più compiuta durante la Milano Design Week 2026, uno degli appuntamenti più attesi del calendario internazionale del progetto. Al Giardino Segreto del Teatro Franco Parenti è nata Il Giardino di Carta: un’installazione immersiva in cui lo spazio fisico si è fatto narrazione visiva, con pattern, superfici decorate e oggetti della capsule che costruivano insieme un ambiente totale. Il pubblico non guardava la collezione: la attraversava. Un racconto fatto di carta, colore e materia in cui il confine tra oggetto di design e gesto poetico si è dissolto, confermando la natura di questa collaborazione: non una semplice linea di prodotti, ma un progetto culturale condiviso.
